Da ottobre 2025 è entrata in vigore la Legge n°147/2025, che ha convertito il D.Lgs 116/2025, li cosiddetto “Decreto Terra dei Fuochi”.
Il decreto rappresenta una svolta significativa nella gestione dei rifiuti in Italia, in particolare si concentra sull’inasprimento delle sanzioni per i reati ambientali e nella lotta alle attività illecite, mirando a rafforzare la tutela ambiente e a responsabilizzare le imprese attraverso la prevenzione organizzativa e la compliance.
Con questa norma, molti comportamenti prima considerati irregolarità amministrative o contravvenzionali sono ora delitti puniti con la reclusione.
Le modifiche più rilevanti riguardano il Decreto Legislativo 152/2006 (Testo Unico Ambientale), il Codice Penale, il Codice di Procedura Penale e il Decreto Legislativo 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti.
Quali sono le novità introdotte dalla Legge 147/2025?
Inasprimento delle pene e introduzione di nuovi reati
La legge introduce pene detentive e pecuniarie più severe per coloro che gestiscono illecitamente i rifiuti, sia pericolosi che non pericolosi, modificando il D. Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) e il Codice Penale.
–Abbandono di rifiuti: le sanzioni sono state significativamente aumentate.
–Per le imprese e gli enti: l’abbandono di rifiuti non pericolosi è punito con la reclusione da nove mesi a cinque anni e sei mesi
-Per i privati cittadini: la violazione resta di natura amministrativa, ma con sanzioni più elevate, fino a 3.000 €
–Combustione illecita: la combustione di rifiuti non pericolosi comporta la reclusione da tre a sei anni; se i rifiuti sono pericolosi, la pena sale da tre anni e sei mesi a sette anni.
–Trasporto illecito: il trasporto di rifiuti pericolosi senza il prescritto Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) costituisce ora un delitto, punito con la reclusione da uno a tre anni.
Nuove sanzioni accessorie e strumenti di controllo
La legge introduce anche sanzioni accessorie più incisive che rafforza l’effetto deterrente delle pene principali.
Coloro che commettono un illecito ambientale con un veicolo a motore rischiano la sospensione della patente di guida.
Inoltre, le sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada vengono inasprite e possono raddoppiare se l’infrazione viene ripetuta.
Per rendere i controlli più capillari, sarà possibile utilizzare le telecamere per individuare e multare chi abbandona rifiuti in strada anche a distanza di tempo.
Le responsabilità delle imprese e le novità del D.Lgs 231/2011
Con la nuova riforma, le aziende affrontano una responsabilità amministrativa più severa. L’elenco dei reati ambientali è stato ampliato, la legge introduce sanzioni più pesanti e nuove fattispecie di illecito: omessa bonifica, impedimento del controllo e attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti.
ll nuovo quadro prevede un inasprimento delle sanzioni pecuniarie per i reati di inquinamento, disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Parallelamente, le sanzioni interdittive possono arrivare fino all’interdizione definitiva se l’ente è stabilmente utilizzato per commettere reati.
Finanziamento e nuove misure per la tutela ambientale
La riforma non si limita alle sanzioni: la Legge 147/2025 introduce anche importanti misure di recupero. Tra queste, i nuovi finanziamenti per la Terra dei Fuochi e la creazione del Dipartimento per il Sud sotto la Presidenza del Consiglio, che avrà la funzione coordinare i futuri interventi di risanamento ambientale.
La normativa pone un accento specifico sul contrasto all’abbandono di rifiuti di piccole dimensioni (come mozziconi, scontrini) e al deposito illecito su strada. Inoltre, la legge stabilisce che la violazione possa essere contestata attraverso l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza.
La Legge 147/2025, segna una svolta nella lotta contro i reati ambientali. Con l’aumento delle sanzioni e l’estensione della responsabilità penale anche alle imprese, la nuova normativa punta a una “tolleranza zero” per chi gestisce i rifiuti illegalmente. Di conseguenza, le aziende devono rafforzare i propri sistemi di controllo e la formazione del personale per evitare di incorrere in reati penali
La Legge 147/2025, segna una svolta nella lotta contro i reati ambientali. Con l’aumento delle sanzioni e l’estensione della responsabilità penale anche alle imprese, la nuova normativa punta a una “tolleranza zero” per chi gestisce i rifiuti illegalmente. Di conseguenza, le aziende devono rafforzare i propri sistemi di controllo e la formazione del personale per evitare di incorrere in reati penali.