STA Medicina del Lavoro e Sicurezza

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Direttiva UE 2024/1203 in recepimento, per la revisione delle pene su reati ambientali

In data 20 gennaio 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare il decreto legislativo di recepimento della Direttiva (UE) 2024/1203, con l’obiettivo di aggiornare in modo organico la disciplina penale in materia ambientale.

L’intervento mira a rafforzare il contrasto ai reati ambientali attraverso:

  • una revisione del Codice Penale
  • l’integrazione della disciplina degli eco-delitti
  • ampliamento dei reati previsti dal Lgs. 231/2001

Il provvedimento nasce dall’urgenza di fronteggiare la crisi della biodiversità e l’emergenza climatica, fenomeni aggravati da un degrado ambientale senza precedenti.

L’obiettivo è duplice: potenziare gli strumenti di prevenzione e repressione dei reati ecologici e, contestualmente, contrastare le reti criminali che operano su scala internazionale.

Le modifiche al codice Penale: nuovi eco-delitti e aggravanti

La riforma prevede una revisione sistematica del Codice Penale, ampliando l’ambito di applicazione degli eco-delitti. L’intervento incide sulle fattispecie di inquinamento ambientale e introduce nuovi precetti volti a sanzionare l’immissione sul mercato di prodotti non conformi, nonché il commercio illecito di sostanze ozono-lesive e gas a effetto serra.

Responsabilità amministrativa degli enti: l’estensione del catalogo 231

Un profilo di particolare rilievo per le imprese è l’ampliamento dei reati ambientali inclusi nel perimetro della responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs. 231/2001). Tale estensione interessa non solo le persone giuridiche e le società, ma anche le associazioni prive di personalità giuridica, imponendo un aggiornamento dei modelli organizzativi.

Sistema di coordinamento nazionale e la Strategia 2027

Per rendere più efficace la lotta ai reati ambientali, nasce il Sistema di coordinamento nazionale presso la Procura Generale della Corte di Cassazione. Il network coinvolgerà i vertici della magistratura inquirente: il Procuratore Generale presso la Cassazione, i Procuratori Generali presso le Corti d’appello e il Procuratore Nazionale Antimafia.

Il quadro si completerà entro il 21 maggio 2027 con la pubblicazione della Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali. Il documento avrà validità triennale e fungerà da bussola per la politica nazionale, individuando obiettivi prioritari e risorse economiche, con un focus specifico sulla promozione della consapevolezza pubblica in materia ambientale.

Fonte Governo Italiano

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